Torno bambino

Videogames Time

Se c'é un videogioco che ho sempre amato e continuo ad amare, beh.. quel videogioco è Pokèmon. In questo articolo non parlerò di alcuna novità visto che Pokèmon X e Y sono usciti praticamente l'anno scorso ormai però vi racconterò del mio nuovo acquisto e del perché ho intitolato questo articolo torno bambino.

È estate e si sà: d'estate la voglia di fare cose serie è pari alla voglia di farsi strappare le unghie con le pinze - quindi nulla, o minima (per i sadici). Detto questo, tra una sessione di studio e l'altro ho dato aria al portafogli e mi sono fatto un regalino sfruttando una vantaggiosa offerta che comunque mi ha svenato (ma vabbé). Mi sono preso il Nintendo 2DS con, in allegato, Pokèmon Y (leggesi uai). Non ricordavo da davvero troppo tempo emozioni così forti. In primis dovute all'effetto che il 2DS da tra le mani. Mi sembra, doppio schermo a parte, di avere tra le mani l'antico GameBoy. La plastica rigida e ruvida, la posizione verticale non richiudibile.. sembra un giocattolino.





















Del gioco poi ne vogliamo parlare? Ovvio che si! Pokèmon X e Y sono probabilmente il riscatto da quello schifo che si sono rivelati i loro predecessori dai colori neutri. Non ho giocato ne a Bianco ne a Nero (tanto meno al seguito) per via dei nuovi pokèmon usciti in quel momento (tra i quali pochissimi si salvano) e perché il gioco non mi sembrava comunque gran ché.. il fascino delle ambientazioni bucoliche e colorate si perdeva tra città mastodontiche, deserti, cantieri abbandonati, ecc... insomma: Pokèmon non è urbanistica.. è Natura! Questi due titoli invece rappresentano un ritorno alle origini. Prima di tutto perché davvero tanti sono i Pokèmon della vecchia guardia presenti fin da subito (Pikachu, Caterpie, Pidgey, ecc...) e poi perché si è tornati agli spazi verdi e lussureggianti. In un'ambientazione poi totalmente 3D, in cui muoversi è un piacere, il gioco diventa ancora più bello. Da anni sognamo giochi pokèmon in tre dimensioni e finalmente ora li abbiamo. Aspetto perfino con ansia i remake di (Omega) Rubino e (Alpha) Zaffiro

Mi sono fatto del male a comprare 2DS e gioco perché lo studio, già drammaticamente lento, ne risentirà (la solita crisi dello studente) però andiamo: è una meraviglia! Ovviamente se avete qualcuno con cui giocare poi è ancora meglio. Io infatti l'ho comprato assieme alla mia metà. È davvero divertente giocare "assieme" (tra virgolette perché poi Pokèmon è un gioco da portare avanti da soli - sfide e scambi a parte)! Inoltre il gioco offre tutto un nuovo e incredibile sistema di scambi online che non richiede manco più il centro medico. Sono molte le facilitazioni di X e Y però che dire: sono più i Pro che i Contro in questo caso. Ne riparleremo in un articolo più specifico: ora torno a gioc... studiare (già).

Saluti!

Il più grande uomo scimmia del pleistocene

Book Time

Non sono un grandissimo lettore (e questo credo di averlo già scritto/detto tante di quelle volte) però ho sul groppone una bella sfilza di libri abbastanza consumati. C'é un problema però: fino a ieri ho letto praticamente sempre gli stessi libri. Prediligo i romanzi fantasy (dai quali la mia carriera da lettore ha avuto inizio) e di tanto in tanto vago in qualche scenario fantascientifico. Capita di rado che scelga libri fuori dal mio personale ordinario ma, fortunatamente, chiedo e ricevo ottimi consigli. Il consiglio mi arriva (ovviamente) da Noemi (andate a farvi due salti sul suo blog) che a sto giro mi ha consigliato questo: Il Più Grande Uomo Scimmia del Pleistocene di Roy Lewis (giornalista inglese).

Il libro, piccolo ma ricco, racconta di una famiglia di primati e di come, attraverso mille mila problemi e peripezie, riesce ad evolvere per diventare, un giorno, ciò che siamo noi oggi. Ovviamente non leggerete di scimmie che si tolgono le pulci a vicenda tutto il giorno ma di un primate in particolare che, grazie al suo brillante cervello, permetterà alla propria famiglia di superare le prime avversità dell'umanità.

La storia viene raccontata da uno dei figli di questa numerosa famiglia (più che di primati sembra si parli di vere e proprie persone) e, poco alla volta, ci presenta personaggi sempre più strambi (come il mai-contento Zio Vania) ed eventi che vanno dal tremendamente crudo al leggerissimamente divertente (mia definizione personale). Comunque sempre umoristico (non comico, attenzione) questo piccolo volume vi regalerà momenti belli e brutti, vi ritroverete incollati alle pagine a seguire tutto ciò che succede. Dalla scoperta del fuoco sino al perfezionamento delle armi e della caccia, dagli esperimenti del piccolo William sull'ammaestramento del cane fino alla scoperta del barbecue. Che dire se non: divertentissimo e inaspettato.

Non sono un gran recensore (non sono nemmeno un piccolo recensore... non lo sono e basta) quindi vi spingo a leggere questo piccolo libro che sicuramente vi rilasserà e divertirà come ha fatto con me. Buona lettura!

Saluti.

C'era una volta...

Boardgame Time

Da che mondo è mondo la frase "C'era una volta..." viene associata alle fiabe. Chi non ne ha mai letta una oppure chi non se ne mai fatta leggere una (soprattuto da bambini)? Penso nessuno. Bene o male tutti abbiamo ascoltato la fiaba di Cappuccetto Rosso almeno una volta, e Pollicino? Hansel e Gretel? E potrei continuare... se non fosse che non sono qui per questo. Oggi (sta notte perché ormai è un bel po' tardi) vi parlo di un nuovo gioco da tavolo che ho acquistato questo pomeriggio che, per l'appunto, si intitola: C'era una volta!

Contenuto della Scatola





















Il gioco si presenta in una piccola scatola che a vederla sembra un libro e contiene in essa: un breve e semplice regolamento, 112 carte Narrazione, 56 carte Lieto Fine e alcune carte (principalmente Narrative) vuote da riempire con le proprie idee. Si può giocare in 2 e fino a 6 (o più) giocatori.

Il gioco in se è semplicissimo: ogni giocatore a turno deve utilizzare le proprie carte Narrazione per arricchire la storia comune di nuovi dettagli cercando di giungere, prima degli altri, al proprio Lieto Fine (determinato dall'omonima carta ricevuta all'inizio della partita). Unica arma a favore dei giocatori è ovviamente la fantasia e un sistema di Interruzioni che permettono di passare anche molto rapidamente da un Narratore (è così che viene definito il giocatore) all'altro. Ovviamente non è solamente buttando giù carte a caso che si può vincere (anche se risulta divertente e assurdo), infatti la storia deve avere un filo logico ed essere il più verosimile possibile (non certo nei limiti degli elementi più che altro fantasy che il gioco offre).

Nelle poche ma divertenti partite che ho fatto oggi ho potuto assistere alla nascita di fiabe talmente assurde da far piegare in due. Anche in due (io e la mia dolce metà) il gioco va benissimo, certo un po' rapido perché non ci sono tanti giocatori che interrompono la narrazione. Questo però è più un pro che un contro perché permette di giocare più volte. 

Pienamente soddisfatto dall'acquisto (tra l'altro  abbastanza esiguo visto che si parla di giochi da tavolo - 20€). Non possedevo ancora un titolo interpretativo pur avendo giocato (grazie Noemi) a Si, Oscuro Signore e quindi così ho aggiunto una nuova categoria alla mia collezione! Presto acquisterò anche l'unica espansione: Fiabe Oscure che aggiunge (da quel che ho visto online) elementi fiabeschi  più alla Fratelli Grimm (in circa 50 carte).

Saluti!

L'essenziale è invisibile agli occhi

Book Time

Non leggo molto e praticamente mai rileggo i libri che ho letto. Unica eccezione è il Piccolo Principe. Questo piccolo libro, tanto piccolo quanto il suo protagonista, mi ha sempre fatto pensare e nel profondo mi ha insegnato molto. È un libro per bambini ma secondo me è allo stesso tempo anche per adulti.. anzi, per capirlo bisogna essere un po' più grandicelli























Più o meno lo leggo una volta all'anno. Giusto ieri, in treno, me lo sono assaporato ben bene e come sempre ho scoperto qualcosa di nuovo. Il mio capitolo preferito, come quello di molti in genere, è il XXI ovvero quello dove il Piccolo Principe incontra la Volpe. Mi commuove sempre. 

Tante altre cose di questo libro le ho trovate molto utili nel corso della vita e ora che la mia di vita sta cambiando poco a poco estrapolo nuovi significati che prima mi erano ignoti.

È un libro stra-colmo di insegnamenti più o meno ovvi e tutti dovrebbero leggerlo almeno una volta nella propria vita. Io continuerò a farlo di anno in anno perché non voglio dimenticare com'é essere bambini, cosa significa l'amicizia e cosa vuol dire creare legami, non voglio dimenticare che le parole spesso sono fonte di fraintendimento, a volte il silenzio è più sincero; e che c'é una grande verità che a volte ci sfugge: 

Non si vede bene che con il cuore. 
L'essenziale è invisibile agli occhi.

Saluti.

Risveglio

My Life Time

Finalmente il sole. Le temperature si alzano. Il cielo è sempre più spesso azzurro. Persino l'animo e la voglia di fare si risvegliano. Adoro la Primavera. Non come l'Estate ma l'adoro tanto. Il perché è presto detto: c'é il sole. Cosa c'é di meglio di alzarsi la mattina, guardare fuori dalla finestra e vedere che c'é il sole. Si, la neve è bella e dite quel che volete sui colori dell'autunno ma il Sole, il caldo.. devo continuare? Ovvio che si: le passeggiate, le giornate all'aperto in generale, poter stare seduti nel deor di un bar senza congelare o senza cappotto, il profumo dei fiori nell'aria (sempre che non siate allergici), colori dappertutto e tutto che rinasce dopo il letargo invernale. E che dire delle giornate che diventano più lunghe (nel senso che ci sono più ore di luce... ovviamente più di 24 ore non ce le danno).

Oggi sono uscito in maniche corte e dev'essere ciò che mi ha ispirato a scattare qualche fotografia e camminare senza pensare a nulla. Visto che ultimamente ho tantissimi pensieri nella testa mi ha fatto bene prendere una boccata d'aria calda (a tratti, perché c'era un leggero venticello artico). 

A volte ho bisogno di camminare senza pensare a ciò che mi da pensiero. Vi consiglio: iPod alle orecchie, musica nuova (non già sentita perché magari riuscite ad associarla a qualcosa ed ecco che tornano i pensieri cattivi) e via. Io lo trovo liberatorio.. e voi? 
Non serve fare tanti chilometri, personalmente oggi mi sarebbe bastata la prima mezzoretta ma visto che il tempo lo permetteva ho allungato il tiro.


Con questa fotografia, l'albero del mio vicino (che non avevo mai visto così fiorito), vi lascio a godervi la Primavera se potete. Saluti!

New Game +

My Life Time

Non mi segue praticamente nessuno quindi il grande cambiamento che ha subito il blog passerà di certo abbastanza inosservato. Ci sono però dietro alcune motivazioni che ovviamente mi sento di scrivere qui sul mio spazio personale. Alla fine un blog serve a questo e se io mi dedicassi di più ai blog degli altri probabilmente avrei più persone con cui condividere quelle due o tre scemate che scrivo  di giorno in giorno. Ci lavorerò su... 

Questa volta ho optato per un titolo decisamente diverso: The New Me. Perché? È un discorso che voglio affrontare con calma e attenzione.

Prima di scrivere questo articolo sono tornato indietro sui miei passi e ho ri-letto alcuni post di "vita quotidiana". Ho scoperto che sono ben pochi e nemmeno così ben formulati. Non ho mai davvero condiviso nulla... basta leggere la frase con cui mi presentavo la prima volta: "Mi chiamo Gianluca e sono uno studente universitario che ha deciso di scrivere un blog". Al limite dell'imbarazzante. Quel Gianluca non esiste più. Era l'inizio dell'università e avevo appena dimenticato l'orripilume (me lo sono inventato) delle Superiori. In quel momento, forse proprio con il blog, ho provato a selezionare il New Game la prima volta. Una "Nuova Partita" che però non mi ha condotto molto lontano. Beh dai, qualche cambiamento c'é stato ma non nella mia personalità troppo chiusa. Ora, dopo qualche anno (in cui ancora l'università non l'ho finita ahimè), sono di nuovo qui, pronto a ricominciare la Partita ancora una volta. Forse non sono del tutto pronto e magari non sono del tutto nuovo ma qualcosa si sta lentamente muovendo. Mi sento diverso, un po' più tranquillo e sto anche meglio con me stesso. Non ho ancora concluso gli studi ma sto studiando un piano che non può fallire (le ultime parole famose).

The New Me rappresenta un nuovo inizio per me. Il perché è presto detto: Sono gay. Non è una novità. Lo sono da sempre (in linea di massima) solo che è da poco che ho deciso di dichiarami alle persone che mi sono più vicine. È iniziato tutto con la mia migliore amica: gliel'ho detto per messaggio forse un annetto fa e credo di averle causato un attacco di cuore per via del tempo che ci ho messo a darle la rivelazione del secolo (più che per la rivelazione in se). Con parecchia fatica, dovuta principalmente al mio spirito chiuso e troppo agitato per dire le cose con tranquillità sono riuscito a farlo sapere a chi mi sta intorno, eccezion fatta per i miei genitori. Sto solamente aspettando il momento più giusto per farlo e visto che non sanno dell'esistenza di questo blog non ho da temere che lo scoprano per sbaglio... forse. Sarebbe troppo da ridere.. Comunque ora mi sento dannatamente bene con me stesso. Tenersi dentro una cosa, non parlo solamente del proprio orientamento sessuale ma in generale, è troppo per una persona. Condividere con altri dovrebbe essere facile e liberatorio. Io però non riesco a non temere per il giudizio degli altri e in questo voglio cercare di cambiare. Lavorerò anche su questo... se avete consigli li accetto volentieri.

Ecco spiegato il perché di The New Me. Da oggi in avanti affronterò la mia vita diversamente, cercando di sfruttare ogni occasione, pensando di meno (ora penso troppo) e agendo di più. Spero sia divertente... Non mancherò inoltre di raccontare di più sulle mie pagine e dedicare più tempo ai blog degli altri. Vedremo come evolverà la questione. Sono contento di aver reso partecipi i pochi lettori (anche occasionali) del mio Coming Out... di sicuro vi racconterò quello in famiglia: sempre che i miei non mi stendano.

Saluti.

Pinterest 18+

Social Time

Ultimamente ho scritto solamente di videogiochi. Che ci posso fare: li amo. Così come amo i film, leggere, ascoltare la musica e tutte quelle altre cose che ti portano via almeno 28 delle 24 ore che ci sono concesse in un giorno. Tuttavia non sono il mio unico interesse e visto che questo è il mio blog penso proprio di dovere ai lettori occasionali qualche articolo diverso di tanto in tanto. Parliamo quindi del mio Pinterest! 









Mi piace questo social network (non proprio originale) che considero la versione "graficamente più accettabile e di facile utilizzo" rispetto Tumblr. In pratica nel vostro profilo potete creare delle Bacheche (Board) all'interno delle quali raccogliete le vostre immagini preferite (chiamate Pin). Ogni Board ha un nome e può essere followata singolarmente. Altrimenti potete followare (come suona male) un'altro utente con conseguente disastro. Scherzi a parte: adoro il fatto di poter seguire board per board perché alcuni utenti si spingono un po' troppo oltre a volte. Nella schermata principale, infatti, vengono raccolti (come nella Timeline di Twitter) tutti i Pin pinnati recentemente (a scorrere) dagli utenti nelle loro Board (rileggete con calma questa frase e vi passerà la confusione che in questo momento non sapete spiegarvi). È molto semplice e anche pieno di ispirazione. Quanti vestiti vorrei comprare dopo aver fatto una capatina su Pinterest, quanti tatuaggi farei, quante stanze arrederei, quanti posti visiterei, eccetera eccetera... Pinterest è per i poveri (economicamente intendo) sognatori. Riempire le proprie board di roba che desideriamo è all'ordine del giorno così come la speranza che i propri amici utilizzino le Board come se fossero le nostre wish list natalizie. Ma tornando all'argomento principale che spicca anche nel titolo di questo post: perché 18+ ? Ve lo spiego subito...

Pinterest adotta un sistema che censura le foto espressamente pornografiche (non come su Tumblr) ma alcune riescono sempre a sfuggire e ogni tanto ne salta fuori una o due... o tre (a me specialmente). Spesso e volentieri (comunque - a volte - non che mi dispiaccia, anzi) mi ritrovo la Home zeppa di uomini mezzi nudi (e non solo) e ciò accade principalmente sul bus o comunque in mezzo alla gente. La cosa però ha risvolti molto divertenti: una volta ho assistito all'inorridimento (si può dire?) di una signora accanto a me sul bus per via di un tatuaggio abbastanza audace impresso su di un tizio abbastanza nudo. Se solo si fosse fatta gli affari suoi... Comunque ne avrei da raccontarne di cose di questo genere ma perderei di vista l'argomento principale perché andrei a parlare della gente che mi legge i twitt e i messaggi, per dire.











Ad ogni modo Pinterst riserva sempre qualche sorpresa di questo genere. Il bello è che sempre più spesso mi chiedo e mi chiedono: "ma che gente segui?" Questa domanda ha tutta la ragione del mondo di esistere ma non ho risposte da dare. Non è colpa mia se, nel caso, seguo una Board di tatuaggi e di tanto in tanto il proprietario pinna qualcosa di (per usare il termine di prima) audace. Io comunque continuerò a seguire Board di tatuaggi, moda maschile, fotografia e barbe (per citare solo alcune di quelle "pericolose")... in fondo, Pinterest, crea una sequela di immagini di nostro gradimento (siamo noi alla fine a scegliere quali) e se tra queste ce n'é una o due... o tre di contenuto discutibile ben venga, nuovi aneddoti da raccontare assieme a quello dell'inorridimento (si, sono sicuro di aver coniato un nuovo termine). Non mi resta che augurarvi buona pinnata :)

Saluti.

When Final Fantasy meets Star Wars

Final Fantasy, Videogame, Cinema, Sci-fi and other more things Time

Per chi ha giocato il titolo che sto andando a citare tutto quello che sto per dire sarà una sequela unica di banalità; per chi invece, o non è riuscito a goderselo o chi, peggio, l'ha snobbato perché in giro si diceva che non era abbastanza Final Fantasy, allora si incuriosirà parecchio o si pentirà di averlo dimenticato! Sto ovviamente parlando di Final Fantasy XII. Per molti anche conosciuto come "Final Fantasy - Episode XII". Quest'ultimo titolo è chiaramente una citazione di Star Wars di cui, tra l'altro, il gioco è pieno.

Mashup tra la cover di
Star Wars Episodio IV
e Final Fantasy XII,
autrice una sconosciuta
geniale utente. Comparve
anche su PSM (2005).
Mi scuso per la pessima
qualità dell'immagine ma
non ho trovato la rivista
da cui scannerizzarla!
Final Fantasy XII resta uno dei miei titoli preferiti (assieme al nono e al decimo episodio della serie)  un po' anche perché univa un secondo universo che amo molto, quello di Star Wars appunto. Ma non solo. Presentava un sistema totalmente rivoluzionato rispetto ai precedenti titoli e, a mio parere, ancora insuperato oggi. Inoltre era caratterizzato da una difficoltà crescente che metteva a dura prova l'abilità del giocatore. C'era davvero tanto da esplorare e tanti segreti da scoprire. Infine, tecnicamente era davvero avanti perché usava già una tecnica che oggi è scontata: il "motion capture", per il volto della maggior parte dei personaggi principali (oltre ai protagonisti). Come può dunque un titolo così ricco e complesso, che ha avuto uno sviluppo lunghissimo (5 anni), non aver sfondato il botteghino (per modo di dire)? I pareri in merito sono contrastanti. Come dicevo prima molti dicevano che non era abbastanza Final Fantasy (cosa assolutamente non vera) o che il sistema di combattimento automatico (i Gambit) erano inutilizzabili (in parte è vero). Sta di fatto che riuscì a vendere comunque uno sfacelo ma nessuno lo ricorda. Vuoi anche per una trama bella (quella di Star Wars in pratica con tanto di Impero e Ribelli) ma raccontata con forse troppe pause. Non è perfetto, Final Fantasy XII, ma alla perfezione ci si avvicina parecchio. Ancora di più con la versione "International Zodiac Job System" mai arrivata da noi che aggiustava le meccaniche storte del titolo originale e aggiungeva qualche cosa qui e la.

Di buono, in questo titolo, c'é comunque molto. Ma non parliamo di questo. Parliamo dell'incredibile serie di citazioni tratte dalla fortunata saga cinematografica di George Lucas: Star Wars, o Guerre Stellari (che dir si voglia). A dire il vero tutti i Final Fantasy sono ricchi di citazioni all'universo di Lucas ma in questo titolo sono così evidenti che sono addirittura imbarazzanti. Per apprezzarle (perché non si può disprezzarle) bisogna ovviamente aver visto i sei film della saga e se non l'avete fatto andatevene via, ora! No scherzo, ma andateveli a guardare, ora! Bene, ora che li avete visti iniziamo con le similitudini evidenti.

Cacciatori di trofei

Playstation Time

Ricordo come, all'epoca di PsOne e PS2 (P sta per Playstation per chi non afferra al volo le sigle), completare un gioco non significava semplicemente finirlo ma esplorarlo a fondo. Oggi, questo dettaglio, si è definitivamente perso: i giochi sono semplicissimi, non è nemmeno richiesto impegno nel cercare le cose (spesso indicate da mille mila indicatori).. una cosa però ci resta: i Trofei.

"Perche tutti ci sentiamo un po' Indiana Jones quando pensiamo al Platino"














Su PS3 vengono chiamati Trofei ma nel gergo più comune li conosciamo anche come "obbiettivi" o "achievement". Sono delle ricompense virtuali divise in quattro categorie (bronzo, argento, oro e Platino) che ci vengono assegnate se completiamo davvero tutto! Questo non è sempre vero ma spesso coincide con la realtà. I trofei sono l'unico modo, secondo me, che oggi i giocatori hanno per far vedere che sono dei veri completisti. SONY tra l'altro ha creato dei Profili per gli utenti che mostrano anche il livello d'esperienza del giocatore, questo infatti dipende dalla quantità e dalla qualità dei trofei che egli ha racimolato. Ecco il mio, ottenuto tramite l'ottimo sito: PSNProfile.com.


Ogni gioco per PS3 (ad eccezione di pochi titoli iniziali) supportano i trofei ed alcuni di essi sono delle sfide vere e proprie. Certi ti fanno inveire contro gli sviluppatori, altri ti ricordano che un tempo le cose le facevi per te stesso e non per soddisfare requisiti per un trofeo (e allora un po' ti viene il nervoso). Tuttavia, amo i trofei, sono una cosa fondamentale ormai. Ottenere il Platino (corrispondente a "Ottieni tutti gli altri trofei") è davvero una cosa che porta estrema soddisfazione. Significa, nella maggior parte dei casi, che abbiamo fatto tutto, visto tutto, raggiunto ogni luogo, usato armi diverse, raccolto tutti i collezionabili, completato tutte le sfide, svelato ogni segreto, ecc... Questi sono alcuni esempi ma ce ne sono molti altri.

Ovviamente i Trofei, da qualche tempo sono stati in un certo senso rovinati da un'altro elemento dei videogiochi moderni: il mutiplayer online (orami inserito davvero dappertutto). I trofei legati al multiplayer sono, a mio parere, la devastazione. Solitamente il comparto online di alcuni giochi è fatto con i piedi oppure, peggio, non è per nulla coinvolgente/divertente e per chi, come me, è sempre stato abituato a giocare per i fatti suoi (bei ricordi la PsOne) e poi a vantarsi/confrontarsi con gli amici, diventa noioso cercare di raggiungere il Platino. Se fosse per me li metterei opzionali questi trofei ma ahimè non comando io... Considero il multiplayer come una cosa separata dal gioco: totalmente opzionale e facoltativa, per divertire alcuni e non per obbligare tutti a giocarli per ottenere i relativi (spesso stupidamente impossibili) trofei. Per altro sono difficili da prendere perché incorrono sempre i problemi di connessione, server pieni, attese interminabili, giocatori cinesi davvero imbattibili, ecc...

Detto questo vi mostro le mie cinque fatiche e poi vado a cercare di platinare (voce del verbo: (Io) Platino, (Tu) Platini, ecc...) Kingdom Hearts Final Mix (me ne mancano solo 4 Platinato).

Da sinistra: Tomb Raider Legend, Tomb Raider Underworld, Skyrim, inFamous 2 e Tomb Raider Anniversary.








A parte che per Legend ed Anniversary si sono sprecati nel disegnare il Trofeo di Platino ho trovato facili ottenere queste due ricompense, un po' meno quello di Underworld (per via delle sue prove a tempo), davvero lunghissimo ma bello quello di Skyrim e ovviamente complesso (ma neanche troppo) quello di inFamous (la modalità difficile non mi ha risparmiato). Sono solo cinque a cui presto, spero di aggiungere quello di Dragon Age 2 e come dicevo poco fa quello di Kingdom Hearts Final Mix (Platinato l'8 febbraio 2014).

Per ora vi saluto! E sentitevi liberi di aggiungermi sul PSN per una questione di confronto più che altro, non certo per giocare online (davvero non mi piace). Anche per aiutarsi a vicenda per ottenere gli altri trofei ovviamente...

Saluti!

Alla ricerca dell'MMORPG perfetto, GuildWars 2 lo è?

Online Videogame Time

Final Fantasy XI è stato il mio primo 
MMORPG. Lo amato ma è obiettivamente
un po' piatto.
È da parecchio tempo che sono alla ricerca dell'MMORPG (Massive Multiplayer Online Role Play Game) perfetto ma, guarda caso, non ci sono ancora riuscito. Ho messo tuttavia gli occhi su di un nuovo gioco... andiamo in ordine però.
La mia esperienza in questo tipo di giochi è molto povera. Sono un giocatore di World of Warcraft, ho giocato per un bel po' a Final Fantasy XI e ho giocato la beta di Final Fantasy XIV. Questo weekend prenderò infine parte allo stress test (che serve per valutare la capacità dei server) di Elder Scrolls Online. Detto questo, capite anche voi che non ho tanti termini di paragone. Tuttavia ho appreso il meglio e il peggio da questi giochi e quindi trovare di meglio dovrebbe essere possibile. Voglio fare ancora una paio di premesse: avendo solo da pochissimo tempo una connessione rapida (per modo di dire) non ho mai potuto lanciarmi sulla miriade di proposte che il mondo dell'online permetteva; ero spaventato dai soliti 20 - 25 GB richiesti e tutti da scaricare. Infine, ho un Mac e noi siamo abbastanza dimenticati dagli sviluppatori di questo tipo di gioco (per alcuni non si sprecano nemmeno a fare dei Porting - Applicazioni che da sole emulano il sistema su cui il gioco gira normalmente e che sono compatibili con MacOSX). Bene, detto questo, ora analizzerò alcuni aspetti importanti di un gioco online secondo me.

Il costo
Innanzitutto penso all'apporto economico che andrà a pesare sulla mia vita. Di fatto, la maggior parte di questi giochi si pagano parecchio all'acquisto e devono essere, in un certo senso, mantenuti con contributo mensile. Io non ho un lavoro e non posso permettermi di spendere 12 € (ma anche di più) al mese per giocare e quindi tendo ad abbandonare l'avventura dopo il mese gratuito classico e mi rifugio nella rovina degli MMORPG: i server privati. In realtà non sono la loro rovina, forse l’oppsoto. Questo perché funzionano talmente male da farti desiderare il gioco ufficiale e finisci per ricaderci (pagando). Io, i giochi sopra citati (i primi due almeno) li gioco su server privati perché per me è impossibile sostenere questo tipo di spesa - nel senso: desidero usare i soldi che mi avanzano per altri interessi e magari per mangiare (amo più mangiare che giocare).

Quanto devo essere nerd?
Un altro aspetto fondamentale è la quantità di nerdismo (non creado esista questo termine) che occorre per diventare qualcuno in quel gioco. Non si tratta solitamente solo di raggiungere il massimo livello (facile in fin dei conti) ma di crearsi l'armatura perfetta, associare armi e abilità giuste, "Creare una Build" credo sia il termine corretto. World of Warcraft richiede, probabilmente, la maggior dose di nerdismo. Anzi, ne sono convinto al 100%. Inoltre, all'uscita di nuove espansioni è praticamente richiesto di essere a livelli di forza spropositamente alti col rischio di essere tagliati fuori dall'avventura. QUESTO NON DEVE ACCADERE! Io pago e mi ritrovo tagliato fuori dai contenuti perché magari non spendo tutta la giornata (e i soldi del portafogli) attaccato al Computer? Viene premiato chi spende ogni mese i soldi del canone e sfrutta i 30 giorni di gioco magari affrontando i pericoli da solo. Questo sistema spinge infatti i giocatori ad alienarsi e procedere con i paraocchi attraverso scenari splendidi per raggiungere in fretta la potenza devastante di un dio in tempo per l'uscita della nuova espansione. Di fatto, WoW è un gioco Single Player Online. Essere in una Gilda, a meno che questa non sia composta dagli amici che conosci per davvero, non è nemmeno divertente. C'è gente che prende troppo seriamente WoW ed è per questo che, secondo me, non ha nulla di perfetto anzi. Non è lo spirito di squadra a creare i gruppi per Dungeon e Istanze ma il ruolo a cui ognuno appartiene (Dps, Healer e Tank).
Per giocare Mists of Pandaria era praticamente obbligatorio essere almeno al livello 80!
Contenuti per nuovi giocatori? Non mi pare...
L’occhio vuole la sua parte. Fino a che punto però?
Di fatto Final Fantasy XI è molto povero a livello grafico mentre WoW è originale ma forse troppo colorato. Non fraintendetemi, io non sono per la grafica: per me potrebbero benissimo essere in 2D e in gradazioni di grigio. Però visto che (teoricamente) pago e gioco da solo voglio almeno godermi lo spettacolo! In questo ci vengono in contro i giochi online di nuova generazione, dove la grafica è (purtroppo) più importante del gameplay: FFXIV e ESO. Splendidi dal punto di vista grafico. Il secondo, come dicevo, devo ancora provarlo ma il gameplay molto action di FFXIV mi ha soddisfatto. Peccato che SquareEnix sia troppo legata ai soldi e abbia impostato un canone di quasi 15€ al mese - bocciato. Anche ESO lo boccerò perché avrà il canone. A questo punto mi chiedo se mi convenga provarlo oppure no.
Comunque se il mondo di gioco non è indimenticabile il gioco non vale la candela. E lo stesso discorso vale per la personalizzazione dei propri alter ego. In WoW e FFXI è praticamente assente la personalizzazione mentre è molto ben fatta in giochi come FFXIV e ESO. È importante distinguersi in un mondo fatto di personaggi umani.

Do you speak english?
La lingua è un altro punto fondamentale della mia scaletta. Ok, l'inglese lo conosco abbastanza da capire quello che mi viene detto ma non sono tutti come me, soprattutto i più giovani. Se traducete un gioco in spagnolo, francese e in tedesco perché non tradurlo anche in italiano? Siamo un popolo dimenticato - non c'é niente da fare. Questa politica non è adottata da WoW che invece ha finalmente attivato l'italiano (anche doppiato) dal suo settimo anno di vita (meglio tardi che mai). La SquareEnix invece non lo adotterà mai, basta vedere FFXI che, dopo 11 anni usa un'inglese pessimo e non cambierà (idem per il XIV). ESO sarà in inglese, quindi siamo daccapo. Se si gioca in gruppo, tuttavia, la lingua passa in secondo piano perché si suppone che si comunichi con i propri amici nella propria lingua. In un gruppo di almeno cinque persone qualcuno che conosce bene l'inglese c'é: è matematico.

Gameplay
Il gameplay in questo tipo di gioco è praticamente fossile. Adottano praticamente tutti lo stesso identico sistema anche se qualcosa sta cambiando nell'aria. Ci sono parecchie varianti più action come dicevo per FFXIV e credo anche ESO. Ci sono le Quest da completare (in genere: raccogli questo, uccidi quello, parla con quello, ecc...), nessuna trama se non uno spiraglio di trama generale del gioco (molto lontana dalla definizione di Trama). Di fatto in WoW non c'é nulla da fare, in FFXI manco, ecc... Si va in giro, si uccide roba, si raccoglie roba e si torna ad uccidere roba. Il fatto che usi una tastiera o un joystick non cambia le cose: se non hai la compagnia su Skype ti annoi di brutto.

La Compagnia
Tornando al fattore compagnia, in un gioco MMORPG è indispensabile averla. Anche se non è indispensabile a livello di gameplay. Se non avete amici con cui condividere l'esperienza di gioco non ha senso nemmeno loggarsi. Io a giocare solo in un gioco Multiplayer mi stufo. Mi piace invece essere in gruppo dove ognuno ha il suo ruolo e quindi tutti assieme si affrontano le avversità. È epico non trovate? Se poi aggiungete la chat vocale su Skype nasceranno cose che voi poveri umani senza MMORPG non potete nemmeno immaginare. Detto così sembra che tutto quello che ho detto finora sia stato inutile. 

Questo post sta diventando confusionario... lo riscriverò. 
E così ho fatto.

GuildWars 2 è perfetto?
Tutto questo discorso è stato per arrivare al MMORPG perfetto... esiste davvero? Forse si. All'inzio dell'articolo ho detto di aver messo gli occhi su un nuovo gioco che, a detta di molti, è perfetto sotto molti aspetti: GuildWars 2. Si tratta di un GDR Online che, in primis, è senza canone e quindi si paga solo il gioco (tra l'altro 39€, nemmeno troppo). Utilizza meccaniche del tutto nuove nel gameplay. Infatti, non ci sono le classiche Quest nel gioco ma gli Eventi Dinamici. Questi si attivano di tanto in tanto e spetterà a noi scegliere se prenderne parte o meno (per chi conosce i FATE di FFXIV credo siano la stessa cosa). La Trama generale riguarda il ritorno degli Antichi Draghi (qualcuno ha detto Skyrim?) magari non originale ma sembra interessante e in più, ogni giocatore, ha una trama personale - la propria storia. Al momento della creazione del personaggio infatti vengono poste alcune domande che determineranno una storia che il giocatore dovrà seguire. Quindi scegliendo anche una sola risposta diversa creando un nuovo personaggio la trama cambierà. Ma cosa rende davvero diverso GuildWars 2? Secondo me il suo spingere i giocatori (tramite gli eventi dinamici ma non solo) a giocare assieme. Un sistema di retrocessione del livello inoltre modifica le nostre statistiche a seconda dell'area in cui ci troviamo. Per esempio: se io sono al livello 40 ma mi trovo in una zona da 10 perché voglio aiutare un amico a salire di livello, il mio livello verrà impostato su 10 (o qualcosa del genere). In questo modo tutto il mondo di gioco resta una sfida e questo permette di tornare indietro sui propri passi per esplorare zone di basso livello magari saltate in precedenza. Il nostro amico poi non perderà esperienza perché a differenza di altri giochi se io attacco il tuo nemico otteniamo entrambi exp e bottino - l'uccisione non viene assegnata in pratica ad un solo giocatore. Questo è molto utile durante le missioni in cui bisogna far fuori qualche pericolosa bestia. Questo è interessante negli eventi dinamici in cui veniamo premiati a seconda della qualità del nostro intervento: ci viene assegnata addirittura una medaglia. 
Lo scenario tipo di GuildWars 2.. grandioso, è la prima cosa a cui penso.
















Altro aspetto interessante di GW2 è l'esplorazione. Nel mondo infatti sono nascosti tesori in anfratti segreti e non solo. Ci sono quelli che sono definiti jumping puzzles che sono a tutti gli effetti dei percorsi a piattaforme, noi dovremo saltare da una piattaforma all'altra per ottenere una ricompensa. Un minigioco interessante devo dire che spinge i giocatori ad esplorare ogni angolo della mappa come dovrebbe essere in tutti gli altri giochi. La scelta di adottare una grafica foto-ralistica spaventa i possessori di computer anzianotti ma a quanto ho letto in giro invece richiede poca potenza.

Credo di aver scritto fin troppo sull'argomento. Non so se GuildWars 2 sia il gioco perfetto ma con il suo principio di premiare l'abilità dei giocatori e l'aiutarsi a vicenda (ricevendo comunque un bottino e l'esperienza) di sicuro ci si avvicina. Il fatto che esplorare diventi poi davvero importante e che si possa organizzare un enorme torneo PvP tra tre server mi pare davvero un gioco geniale. Ora non mi resta che comprarlo e provarlo per vedere se quello che si dice in giro è vero! 

Ho voluto fare questo discorso perché sono alla ricerca di qualcosa di nuovo. Ora invoglierò tutti quelli che conoscono a comprarlo assieme a me e spostarci finalmente da qualcosa di terribile e pieno di bue (Pandashan) a qualcosa di meglio e magari anche davvero divertente! Se conoscete GuildWars 2 e volete mettermi in guardia da qualcosa fate pure... anche se non credo che tutti arriveranno fin quaggiù nell'articolo!

Saluti!